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Analisi e considerazioni di base sulla moderna comunicazione per la vendita al pubblico - le basi del marketing (lungo)


Come siamo immersi nella comunicazione in tutti gli aspetti della nostra vita - studio di una tipologia di comunicazione moderna: la trasmissione tipica della TV commerciale.



Parte prima (la seconda parte e ulteriori approfondimenti in aggiunta saranno segnalati nella pagina Aggiornamenti)


Il mondo della "comunicazione" è quanto mai vasto e onnipresente. In qualunque attività umana l'aspetto del rapporto con il prossimo, che è, in fin dei conti, un "cliente" di ciò che offriamo in vendita (sia un bene prodotto, sia un servizio reso),  è fondamentale.  Ogni persona umana per vivere deve essere membro di una società, nella quale riveste un ruolo utile.  Una persona che intenda vivere senza dipendere da nessun altro essere umano affronterebbe enormi difficoltà e vivrebbe una vita estremamente rudimentale e povera di  emozioni. Non è in questa sede che possiamo approfondire questi aspetti e li lasceremo da parte per riflettere sul nostro obiettivo..
Ma ogni persona umana nasce, cresce, vive, invecchia e muore, comunque, profondamente immerso in una società. Può essere una società estremamente primordiale e primitiva, quale quelle delle piccole tribù indigene dell'Africa centrale protette dal resto del mondo da ostacoli naturali assolutamente impervi; e può essere, ovviamente, una società estremamente complicata, multicolore, avanzata, caotica, piena di stimoli, di pericoli, gratificazioni ed emozioni quale quella che viviamo noi occidentali immersi nell'era di internet e della velocità di spostamento e di comunicazione. Non direi che siamo molto più fortunati dell'indigeno centrafricano ma certamente viviamo più a lungo, più sani, più colti ed informati.  Dal canto suo l'indigeno centrafricano non deve compilare la dichiarazione dei redditi o un modulo di constatazione amichevole e non rischia di incontrare per la strada Jovanotti. Tutto è relativo, molto relativo.

Comunque, la vita è caratterizzata dalla presenza o, quantomeno, dall'aspettativa di un aspetto essenziale, fondamentale e pervasivo. Il denaro.

Tutti dobbiamo lavorare per vivere. Con il nostro lavoro intendiamo accumulare il denaro che ci occorre per le enormi quantità di spese che la vita comporta. Tutti, anche i bambini, i disoccupati e i vecchietti all'ospizio. Tutti siamo immersi in una società che letteralmente rende costosa la nostra esistenza, fin da prima della nostra nascita. Il bimbo nasce, specialmente nel nostro paese, già indebitato per una cifra semplicemente pazzesca e nella sua vita cercherà di ottenere, in base alla sua educazione, alla sua cultura, alla sua motivazione e alle risorse a cui potrà avere accesso, la maggior quantità di denaro possibile. Alcuni si accontenteranno, e magari vivranno vite felicissime, altri letteralmente bruceranno l'intera esistenza arricchendosi continuamente senza mai vivere davvero... ma non è questo il posto dove disquisire di filosofia spicciola e sociologia transeunte consunta. Proseguiamo.

La massaia, la madre di famiglia, che non "lavora" in senso letterale ma si alza alle quattro del mattino per lavare e stirare, per preparare la colazione a figli e marito, che li accudisce fin quando essi escono per andare a scuola e al lavoro, che riordina casa e predispone il pranzo e poi esce per fare la spesa e rientra di corsa per riporla in frigo e ri-esce per sistemare le incombenze di famiglia, bollette, prenotazioni di visite mediche, certificazioni, iscrizioni, eccetera, e poi a casa spignatta per il pranzo e poi accoglie figli e marito e poi ancora riassetta casa e aiuta i figli nei compiti, e poi prepara la borsa sportiva del marito che va a fare la partitella con gli amici e poi prova la versione di latino del maggiore e poi rifà le operazioni di aritmetica della minore e poi prepara la cena e la doccia per il marito che arriva sporco di fango dappertutto e di rossetto nell'angolino della camicia, e poi prepara la lavatrice, sparecchia e cambia e spedisce a letto i bimbi e poi lava i piatti e minaccia il marito di divorzio per poi passare l'aspirapolvere e crollare a letto alle ventitrè (fiato!)... compie un lavoro massacrante che, anche se non considerato, è valutabile concretamente con l'equivalente di due stipendi del suo consorte.
Dal canto loro i bimbi, che giocano per anni, vanno a scuola per anni, che frequentano corsi di chitarra, karate, danza, baseball, pallacanestro, parapendio, scacchi, inglese, portoricano, indiano, maltese e tibetano ma solo il giovedì pomeriggio, e consumano vestiti, scarpe, giocattoli, merendine, figurine, telefonini, ricariche, libri per la scuola, cancelleria, fotocopie di corsi di esanteutica per la laurea e poi vestiti da sposi e poi... un altro decennio di vita semiindipendente, oltre a costare una fortuna ai loro genitori, producono, se non altro, un fiume di denaro per chi li rifornisce di tutto ciò. Poi cominceranno a produrre per sè stessi e ripeteranno il ciclo a loro volta. Almeno, finchè questo tipo di civiltà continuerà a funzionare.

Se sei un dipendente tu lavori per fare qualcosa che ti è stato dapprima spiegato, per cui sei stato messo in un certo ambiente, dotato di certi strumenti, e tu letteralmente scambi il tuo tempo per i soldi dello stipendio. Se sei un lavoratore autonomo, per esempio un commerciante, hai affittato o comprato un negozio, hai comprato un'enorme quantità di articoli, hai pagato un commercialista per la contabilità, un altro professionista per gli atti bollati, hai messo una enorme quantità di tempo a riempire il magazzino e a inventariare i beni, infine stabilire i prezzi e dall'alba al tramonto cerchi di vendere le tue lampadine. Quindi trasformi i beni che hai acquistato in soldi, ovviamente con il margine sufficiente a superare tutte le spese, fisse, variabili, e quelle generali e quelle di impianto e ammortamento. Trasformi beni in denaro. Se sei un professionista, diciamo un commercialista oppure un notaio, tu vendi le tue capacità che hai acquisito in decenni di studio e aggiornamento, e letteralmente trasformi il tuo sapere in denaro. Se sei un artigiano e ripari e restauri, per esempio, macchine per scrivere antiche, il tuo "prodotto" è la tua esclusiva capacità di far rinascere a vita apparecchi meccanici per la scrittura che nessuno sa più usare ma che... tornano di moda e molti vogliono acquistare. Le comprano a caro prezzo dal furbo venditore che sparisce subito dopo... e trovano te e ti contattano per sapere se il loro disastro può valere molto. Nel sapere la risposta negativa hanno un moto di sconforto ma spesso ti dicono che si faranno vedere in laboratorio. E arrivano, dopo un po'. Te le danno distrutte, mancanti di pezzi, arrugginite, cadute e tu devi... trovare i pezzi smontandone altre, eseguire lavori di chimica, elettromeccanica, forgiatura di metalli, lavorazioni di carpenteria, microchirurgia meccanica,  costruire parti meccaniche che vanno per forza sostituite e non sono più reperibili, riverniciare o fare riverniciare da un artista della carrozzeria, devi anche valutare la qualità della scrittura e trasformarti in grafico compositore e operare regolazioni da cesellatore. Anzi, cesellatore, lèvati di torno! E tu letteralmente vendi la tua "arte" antichissima per denaro.

Sei disoccupato o in pensione? Non preoccuparti, anche tu fai parte del meccanismo! Perchè consumi, in qualunque modo, e fai girare soldi anche se ne spendi pochissimi. Il servizio sanitario costa alla nazione anche per te, le strade vengono da te consumate, le sigarette ti vengono vendute, la più piccola cosa che tu possa acquistare è gravata da IVA e anche tu contribuisci alle entrate dello stato. Come minimo, anche se sei un criminale assassino, cinico e bieco assalitore di donne nelle strade buie e illuminate, con il tuo semplice respiro contribuisci  a  filtrare l'aria atmosferica della tua città e quindi del mondo e nei tuoi polmoni di uomo inutile  si drenano i veleni dell'aria inquinata contribuendo così, sia pure in minima parte, a... salvare il mondo.

Nessuno al mondo è del tutto inutile.

Qualunque ruolo tu abbia, devi per forza rapportarti con i tuoi simili. E dicendo "simili" posso approfondire un pochino. E' nella natura umana formare gruppi, che si caratterizzano per comunione di interessi, passioni, competenze, e per altri mille motivi. In una nazione sono innumerevoli i gruppi di persone che si distinguono e si riuniscono per le attività più disparate. Dai cultori di cinema, agli appassionati di spazio e astronautica, di modellismo, agli sportivi che praticano salto con l'asta oppure caccia alla zanzara tigre, stai tranquillo e sicuro che c'è qualcuno che in questo "ramo" si mette a vendere beni e servizi. In pratica nasce e si evolve un "mercato". Mercati sempre più settoriali, particolari, estremamente ristretti ma nei quali... i possibili membri bramano di entrare e di distinguersi ai più alti livelli e gli altri di ricavarne dei soldi vendendo beni e servizi. Nei gruppi di appassionati di caccia alla zanzara tigre vi sono gli esperti, che hanno fatto battute di caccia in Tanzania e hanno affrontato a petto nudo le paludi e le sabbie mobili per tornare a casa con le scatoline zeppe di esemplari perfettamente conservati nonostante gli zampironi, i Vape, le manate e le ciabattate. E nei gruppi di discussione e nei forum su internet discutono animatamente, litigano e fanno a gara a chi ne ha ammazzate di più e a chi ha costruito il fucilino di precisione con le sue manine e chi invece è appena agli inizi e vuole sapere ne anche nella bassa mantovana si possono trovare zanzare tigre. Solitamente arriva lo smargiasso di turno che, essendo appunto della bassa padana, sostiene che le zanzare del suo paese sono tanto grosse e feroci che possono essere domate, sellate e devono poi girare con la targa. E anche qui troviamo il commerciante che ha il negozietto specializzato e vende libri sulle zanzare, attrezzatura per la caccia, accessori e ricambi, aparecchi per la ricerca e per l'attrazione di zanzare, e organizza raduni in campagna con ospiti stranieri per far divertire tutti gli appassionati, dar loro un motivo per fare questo "hobby", confrontarsi con gli appassionati di tutto il mondo e... vendere tantissimo. Anche qui tutto serve a costituire un mercato, e dove c'è un mercato c'è un commerciante che lo coltiva e lo sfrutta per benino.

Tra il particolare e il globale, esiste anche la posizione intermedia. Tu sei un commerciante, oppure un negoziante, oppure un professionista, oppure un semplice appassionato di arte, libri, cinema, orologi, statue, antichità, monete, francobolli, stuzzicadenti e sai che la nuova frontiera per il tuo lavoro oggi è internet. Quindi hai già pensato ad aprire un sito web e magari anche un blog, e magari anche ad aprire un profilo su Facebook. Tutto al servizio della tua attività, per farti "conoscere" al più ampio pubblico, vale a dire ai tuoi potenziali clienti.

Arrivo al punto: devi cominciare a scrivere.

Vero, ti si dice che internet è il luogo della velocità, della brevità, delle opportunità che nascono e muoiono in brevissimo tempo e tu... devi coglierle al volo. Devi per forza entrare in internet e devi farti conoscere in tutto il mondo. Dando per scontato che hai competenze di programmazione e di web, ti costruisci il tuo sito e lo riempi di informazioni su di te e sul tuo lavoro. E tante immagini che illustrano come operi e come usi i tuoi strumenti di lavoro. E prometti professionalità e qualità.

Sei stato attento, volonteroso, concentrato e hai scelto bene le parole. Ma non ti rendi conto che hai scritto banalità e, praticamente, esattamente ciò che hanno scritto i tuoi competitor. Anche l'argomento della professionalità e della qualità del tuo lavoro non è nulla di che. Il pubblico, il tuo cliente, lo dà per scontato, che tu sia "professionale", "cortese"  e capace di fare presto il tuo lavoro. E, così facendo, diventi un numeretto in mezzo all'oceano di internet. Il tuo sito non lo vede nessuno, e chi lo vede non alza il telefono per chiamarti. Hai voglia a lagnarti con il programmatore o con l'agenzia di marketing. Non è così che ci si pone su internet con la propria attività.

Adesso ti faccio nuovamente sognare; ti faccio immaginare, a occhi aperti, cose che puoi comprendere perfettamente perchè le puoi vedere nella realtà ogni momento.

Osserviamo un "moderno" modo di "comunicare" tipico dei giorni di oggi. Ma con uno strumento vecchio di settant'anni, la televisione.

Il campo di battaglia è assolutamente simile a quello di internet, semplicemente leggermente più ristretto e meno variegato. In Italia rappresenta un vero e proprio mercato, quello degli spettatori di TV, praticamente di sessanta milioni di "potenziali clienti" di qualunque cosa. Beni, servizi, stupidaggini, tutto è visibile in TV. La pubblicità non è più ben distinta in un contenitore come Carosello, ma ben distributa in qualunque trasmissione. Tutte, da quelle più popolari a quelle più culturali e di nicchia. Nei telefilm moderni a ogni inquadratura si notano prodotti di tutti i tipi. La fiction sulla malavita palermitana offre inquadrature del tipo che sta per sparare al poliziotto dove si vede, nitidissima, la bottiglia di amaro, la marca della pistola, il portachiavi dell'automobile polacca, il pacchetto di sigarette della multinazionale albanese, il marchio della montatura degli occhiali dell'assassino e la marca del pullover del poliziotto che sta per morire e cadendo espone il talloncino di stoffa sul collo.
Vedi pubblicità di prodotti e servizi da quando ti alzi fino a quando spegni il televisore.

Ma non è così semplice, questo è solo ciò che appare a prima vista. Andiamo un po' più in profondità e osserviamo bene. Per vendere, la televisione, opera in maniera sofisticatissima su di te e ti considera un "utente" di qualcosa, e ha perfettamente ragione. Innanzitutto, dopo anni di sperimentazione e di indagini sugli ascolti, la TV ti conosce benissimo e prepara appositamente per te programmi che ti appassionano e che ti interessano. E in questi programmi fa sì che tu possa sentirti "inserito", in qualità di semplice spettatore, anche come un esperto, o competente in qualche aspetto. E ti misuri con le figure e i personaggi che animano il tuo programma preferito, valuti come si comportano e li ami, li odi, e li critichi; e con il tempo, solitamente molto breve, arrivi a trovarti davanti alla TV esattamente in tempo per vedere tutto il tuo programma preferito. Arriva la sigletta e tu hai fatto tutto quello che dovevi fare: apparecchiato la tavola con le forchette anche se hai in forno la minestra, dato le crocchette al bimbo e il budino al gatto. E sei davanti al video per vedere la conduttrice, moglie del famoso giornalista coi baffi, nel suo grande studio dove parlano decine di persone del nulla più assoluto quando non di argomenti volgari, meschini e diseducativi che, magari certamente NON per te... ma per qualcuno in Italia sono effettivamente interessanti. E trovi la conduttrice molto seria, colta, pacata, accomodante, educata, esperta, evidentemente la guida del programma, circondata da un circo di imbecilli che si insultano e raccontano aspetti intimi della loro vita.

Hai assistito a un esempio di "comunicazione" efficientissima, precisissima, destinata a vendere al pubblico al massimo grado possibile.

Il pubblico della trasmissione è accuratamente selezionato, nel senso che essa si adatta e raccoglie, con il tempo, esattamente il pubblico che le serve per permettere alla società produttrice di vendere gli spazi pubblicitari agli inserzionisti con il massimo tasso di efficacia possibile (=conversione da utente in cliente che acquista beni o servizi). Nell'esempio che ho descritto il pubblico "preferito", definito dagli esperti di marketing come "target", e cioè il parco di potenziali clienti dello stuolo di inserzionisti della trasmissione, è un ben determinato pubblico composto da massaie, signori anziani preferibilmente donne, giovani e meno giovani con in comune DUE aspetti estremamente importanti: la bassa scolarizzazione e la scarsa propensione al pensiero autonomo. Attenzione, non sto dicendo che tutto il pubblico della trasmissione sia composto da persone così. Seguono il programma, a vari livelli di attenzione e partecipazione, anche persone che non entrano in queste categorie; anche persone preparate, istruite e magari concretamente impegnate in solide attività possono seguire, in parte, le vicende di questa trasmissione per semplici questioni di divertimento e distrazione dai quotidiani pensieri. Però è assolutamente assodato che una trasmissione deve rispondere alla nicchia di mercato che serve ai suoi inserzionisti. Nel caso specifico la trasmissione deve raccogliere il pubblico che costituisce esattamente la tipologia di clientela dei commercianti di prodotti per la casa, prodotti e servizi per la terza età, riviste di gossip, prodotti di bellezza e cura per il corpo. E in queste categorie possono essere potenziali clienti anche persone laureate e sofisticate. Il punto è che la "comunicazione" pubblicitaria che la trasmissione adotta per arrivare al pubblico più vasto è quella che agisce al livello più basso, per poter essere compresa e recepita, magari non del tutto a livello cosciente, allla maggior parte possibile del pubblico tv. Anche l'orario della trasmissione è scelto in base alle statistiche che segnalano la presenza massiccia di tale pubblico.

Per questi, e altri motivi, il veicolo pubblicitario per gli inserzionisti è una trasmissione TV. Quindi, in pratica, uno "spettacolo" nel quale l'ascolto elevatissimo e l'elevatissimo livello di attenzione sono ottenuti facendo immedesimare il pubblico mediante l'utilizzo di "personalità" quanto mai popolari e rappresentativi del livello medio di chi è in casa davanti alla TV. In effetti è vera l'affermazione che dice che la TV è lo specchio della nostra civiltà e della società in cui opera. Pensiamo in effetti che davanti alla TV per ore e ore possono starci solamente le persone che hanno molto tempo libero o che sono costrette ad attività noiose casalinghe oppure che hanno già lavorato e sono a casa per adempiere alle mansioni domestiche o per riposare e gli anziani che non escono di casa. Ecco il perchè il livello culturale di queste trasmissioni è estremamente basso o inesistente. Semplicemente perché non ce ne è la richiesta! Ma dall'altro lato, gli inserzionisti hanno bisogno esattamente di questo pubblico per far arrivare il loro messaggio di vendita. La trasmissione è estremamente ripetitiva ma il pubblico la gradisce poichè diventa abitudine e per questo motivo gli spot commerciali fanno parte del contenitore e vengono recepiti come "spettacolo" anch'essi. Non di rado gli stessi personaggi della trasmissione sono anche testimonial di alcuni prodotti. L'impatto sulle menti dei telespettatori è elevatissimo e le conversioni in cliente estremamente alte. Il tutto senza che vi sia minimamente sforzo, nè produttivo da parte della produzione TV (che utilizza studi poco attrezzati e arredati, senza autori perchè non servono spunti culturali, e con la massima economia magari registrando due o tre puntate nello stesso giorno) nè intellettivo da parte dello spettatore che deve solo semplicemente tenere gli occhi al televisore e... instupidirsi alle vicende dei disgraziati che parlano delle loro disavventure.

Questa è una macchina per vendere assolutamente efficiente.



Lezioni da imparare:


Punto 1.
Conoscere il pubblico e suddividerlo in fasce per età, sesso, livello culturale, provenienze geografica, e altri aspetti.


Punto 2.
Produrre contenuti appassionanti (per tale pubblico! - tutto è relativo!)


Punto 3.
Fare immedesimare il pubblico utilizzando personaggi a cui possa facilmente identificarsi (le persone della porta accanto. Anzi, leggermente meno intelligenti della media, sì che il pubblico possa credere di sentirsi leggermente migliore e possa criticare, indignarsi, scandalizzarsi e in poche parole, appassionarsi).

Punto 4.
Porre una figura autorevole, solitamente il presentatore, che svetta per "intelligenza", per buon senso, per polso e che sappia gestire i personaggi e farli splendere in rapporto tra di loro e in rapporto ai contenuti della trasmissione. Questo obiettivo è ancora più semplicemente ottenuto ponendo come presentatore una persona indubbiamente di livello culturale-intellettivo superiore a tutti gli altri componenti del cast della trasmissione. Esemplificando ancora di più, notare come le trasmissioni delle tv commerciali abbiano tutte un presentatore brillante e una schiera di personaggi di contorno semplicemente imbecilli o volutamente apparenti tali. Perchè per la regola del contrasto fanno apparire una vetta il presentatore. Il presentatore è la figura autorevole del programma, che conferisce al contenitore TV la "promessa" di serietà e di qualità del programma; e per conseguenza, quindi, dei contenuti pubblicitari che essa contiene.

Punto 5.
Trattare i contenuti pubblicitari come "spettacolo". Durante la trasmissione esistono momenti di pubblicità nascosti, e alle volte nemmeno tanto. Esempio, durante la litigata forsennata tra due personaggi per una questione assurda e minimale, appaiono ragazze che in un angolino bevono caffè, acqua o chinotto o gin, della tal marca; etichetta bene inquadrata insieme alle gambe delle ragazze. Pochi secondi ma sufficienti per fare arrivare il messaggio. Durante la trasmissione appaiono anche stacchetti pubblicitari realizzati con gli stessi personaggi della trasmissione, che parlano di vasche da bagno con la porticina per le persone con difficoltà di movimento oppure caffè napoletano oppure sughi e intingoli oppure pannoloni o case di riposo. Ancora, ogni venti minuti arriva lo spazio degli spot commerciali tradizionali, che sono perfettamente riconoscibili come spot e che hanno personalità di riferimento (testimonial) non correlati con la trasmissione e che possono essere mandati in onda anche durante altre trasmissioni. Questi spot sono più generalisti ma rispondono comunque al target del momento contingente. Questi spot sono solitamente molto ben confezionati, con una breve storiella che attrae l'attenzione, ha un eroe che compie delle azioni e alla fine esce vittorioso dalle fatiche per arrivare a premiarsi e a riposare con il prodotto imprescindibile. Nota anche una cosa importante: in queste trasmissioni non trovi spot pubblicitari di automobili o di orologi di lusso o di viaggi. Essi vengono proposti in altre trasmissioni, come per esempio i gran premi di Formula 1, o nei varietà di alto livello, qualora ancora ve ne siano.

Punto 6.
Ripetere all'infinito tutto questo per il tempo più lungo possibile. Mesi, anni o decenni; tanto meglio! Il pubblico nasce, cresce, muore (anche!, ma quando muore un centenario, altri gagliardi ottantenni sono comunque presenti e dureranno ancora a lungo e si assueferanno alla trasmissione). Il pubblico si abitua alla trasmissione, ai suoi ingranaggi, alle sue vicende e ai personaggi e diventa davvero un "hero", vale a dire un sostenitore della trasmissione, utente dei prodotti e servizi pubblicizzati e a sua volta consiglia ad altre persone la visione della trasmissione e l'uso dei prodotti di cui si parla in essa. Preziosissimo, l'ascoltatore abituale!


Questo meccanismo è alla base della moderna comunicazione pubblicitaria. Funziona perfettamente in TV ma è applicabile anche alla radiofonia e alla carta stampata. Risponde perfettamente ai meccanismi tipici della comunicazione commerciale e in parte è applicabile alla comunicazione più sofisticata alla base del commercio su internet. Si tratta, ovviamente, di sviluppare il meccanismo e di adattarlo al diverso pubblico di internet. Diciamo che è una base di partenza su cui occorre aggiungere metodologie e fondamentali della comunicazione sofisticata. Il pubblico di internet è molto diverso da quello della TV. Su internet non esistono fasce di orario; o, meglio, le fasce di orario possono essere diverse per settore di pubblico e possono essere anche diverse per distanza geografica poichè su internet il pubblico, la potenziale clientela, potrebbe essere dappertutto nel mondo. Sta a noi lavorare e comunicare in modo da attivare il pubblico ovunque si trovi e in qualunque momento passi a capitare sul nostro "canale" di comunicazione. In tale contesto è utile la comunicazione "multilivello" o, per dirla in poche parole, la comunicazione che riesce a trasmettere, su un solo mezzo, contemporaneamente, più messaggi diversi che saranno selettivamente recepiti dal pubblico (in questo si suddivideranno del tutto automaticamente ed inconsapevolmente) a seconda della sua educazione, cultura, passione. Discorso piuttosto complicato che avremo modo di approfondire più avanti in una pagina appositamente redatta.

La principale differenza tra la comunicazione funzionante in televisione e quella più efficace su internet è che la prima deve essere essenzialmente elementare, mentre quella su internet deve essere più sofisticata. Su internet non puoi fare una comunicazione chiassosa e utilizzare personaggi leggeri e superficiali (ovvero... lo puoi fare se sei una personalità moderna e autorevole che vende a tale pubblico: esempio i moderni "trend-setter" o "influencer" come Chiara Ferragni e Fedez, per intenderci). Tu devi costruire e sviluppare il tuo brand, vale a dire la tua attività come "ente" visibile sul web e del tutto associata a quella reale che costruisci nel mondo reale; e renderla riconoscibile e autorevole; e per fare ciò è necessario molto lavoro sia di studio e preparazione che di... costruzione e modifica nel tempo. Su internet devi trasmettere valore, il valore della tua azienda, dei tuoi prodotti e della tua personalità ma contemporaneamente devi metterli in secondo piano e saper utilizzare gli strumenti della scrittura per far sì che il pubblico, il potenziale tuo nuovo cliente, arrivi e ti scelga anche se non è sempre presente, se ti trova per caso mentre naviga oppure perchè è effettivamente alla ricerca di quello che tu offri. Il tuo pubblico è incredibilmente variegato e non è fermo davanti alla tua vetrina. Devi invede segnalare la tua presenza su diversi canali e far crescere la tua comunicazione con il tempo. Se la TV è il regno della fretta, della velocità e del millisecondo, internet è il posto della qualità e della perseveranza e del continuo evolversi.

Fine parte prima. Segui questa pagina in futuro per leggere aggiornamenti.

A questo punto possiamo cominciare a studiare una strategia per comunicare. Tu sei il commerciante, il professionista, il venditore. Io sono uno dei tuoi strumenti, quello che trasformerà te e la tua storia in un vero e proprio "brand" e lo farà vivere e brillare attraverso parole e testi attentamente studiati per la tipologia del tuo pubblico.




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CMC Artigiano di Cristiano Marino Casonati - Born Milan, Italy, 1964. Typewriters & Office restoring since 1980; Hobby Rocketeer since 1978; writer since 1979.